NORMATIVA DI RIFERIMENTO

  • DL 81/2008 Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro del 10 aprile 2008 (pubblicato Sul Supplemento Ordinario n. 108 alla Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2008, n. 101, è stato pubblicato il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81).
    Il nuovo Testo Unico D.L. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (30 Aprile 2008) all’Allegato IV – Requisiti dei luoghi di lavoro al punto 1.9 Microclima sottopunto 1.9.1. Aerazione dei luoghi di lavoro recita con riferimento agli impianti aeraulici:
    “1.9.1.4. Gli stessi impianti devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori.”
    “1.9.1.5. Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all’inquinamento dell’aria respirata deve essere eliminato rapidamente.
  • Regione Lombardia – decreto attuativo della Direzione Generale della Sanità n°1751 del 24/02/2009. Come da disposizione della precedente legge n°38 del 30 dicembre 2008.
    Si riporta quanto la legge prevede al punto 2.2.1 per gli impianti di condizionamento:
    “Azioni preventive, di manutenzione e di controllo:
    – Manutenzione dei punti critici dell’impianto:
    – Unità trattamento aria: i locali dove sono installate le unità e gli alloggiamenti delle apparecchiature devono essere puliti e sanificati;
    – Sezione di umidificazione: prevenire l’incremento della contaminazione batterica con una regolare pulizia o sanificazione degli umidificatori;
    – Filtri dell’aria: devono essere ispezionati e sostituiti regolarmente;
    – Torre di raffreddamento: la pulizia e il drenaggio devono essere effettuati prima dell’avvio iniziale, all’inizio e alla fine della stagione fredda;
       – Le canalizzazioni, comprensive di diffusori, griglie di espulsione prese d’aria, devono essere bonificate e sanificate almeno una volta       l’anno.
    – Istituzione di un registro per ogni impianto per annotare il tipo di interventi eseguiti e la loro periodicità.
    – Indicazioni ove effettuare i prelievi per le relative analisi:
    – Un tassello nel filtro sostituito;
    – Un tampone prelevato dal diffusore più vicino al condizionatore;
    – Un campione di acqua di raffreddamento (solo nel caso in cui tale impianto non sia completamente isolato dall’aria trattata nel condizionatore).
    – Controllo dell’acqua di raffreddamento:
    – La qualità dell’acqua spruzzata nella sezione di umidificazione deve essere periodicamente controllata, l’incremento della carica                   batterica deve essere prevenuta mediante sistemi di sterilizzazione oppure mediante periodica pulizia dei sistemi;
    –  Almeno 1 volta all’anno deve essere effettuata la ricerca di legionella ed in presenza di una contaminazione, pur minima, si deve                    eseguire un immediato intervento di disinfezione ed un controllo ravvicinato (dopo 2 mesi);
    – Almeno 1 volta all’anno deve essere effettuata la ricerca di legionella ed in presenza di una contaminazione, pur minima, è sempre                  consigliata la sostituzione dell’acqua e la disinfezione, che deve invece essere perentoria per cariche superiore a 1000 CFU/L. anche in        tali casi è previsto un controllo ravvicinato (dopo 2 mesi).
    Azioni a breve termine in presenza di casi di legionellosi:
    – Sanificazione delle parti di impianto che sono risultati contaminanti da legionella mediante:
    – Trattamento dell’acqua degli umidificatori ed eventualmente dell’acqua di raffreddamento con sistemi analoghi a quelli dell’acqua calda         sanitaria con tutte le cautele del caso per evitare l’immissione in ambienti di sostanze che determinano il peggioramento della qualità           dell’aria.
    Azioni a lungo termine per il mantenimento delle condizioni di post-sanificazione:
    – Ispezioni almeno trimestrali per controllare l’eventuale presenza di depositi;
    – Previsione di installazioni di apparecchiature per il miglioramento della qualità dell’acqua degli umidificatori ed eventualmente dell’acqua         di raffreddamento, come per gli impianti per l’acqua calda sanitaria;
    – Eventuali modifiche all’impianto per evitare il ristagno dell’acqua e diminuire la porosità dei filtri;
    – Stesura di un protocollo per la manutenzione ordinaria.”
  • Linee Guida emesse dalla Presidenza del Consiglio (Conferenza Permanente Stato-Regioni) Procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria” del 7 febbraio 2013 e “Schema di Linee Guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione ” del 5 ottobre 2006.
    Di seguito vengono riportati le parti più significative della nuova linea guida del 2013
    SCOPO DELLA PROCEDURA
    Questa procedura fornisce al Datore di Lavoro indicazioni pratiche per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria e per la pianificazione degli interventi di manutenzione, in considerazione di quanto riportato nelle Leggi Regionali, Linee
    Guida nazionali e norme tecniche prodotte sull’argomento”.
    CAMPO DI APPLICAZIONE
    La procedura è riferita a tutti gli impianti di trattamento dell’aria, a servizio di ambienti di lavoro chiusi, destinati a garantire il benessere termo-igrometrico degli occupanti, la movimentazione e la qualità dell’aria. Gli impianti semplificati dal punto di vista strutturale e funzionale (ad esempio privi di umidificazione) sono interessati dalla procedura solo per le parti di pertinenza”.
    CONTROLLI SULL’IMPIANTO
    Per la persistenza nel tempo della corretta funzionalità degli impianti e per il mantenimento dei requisiti igienici è necessario effettuare periodici interventi di pulizia e manutenzione che devono prevedere una ispezione visiva e se necessaria una tecnica. Le sezioni dedicate alle ispezioni e i relativi allegati contengono indicazioni tratte dalle Linee Guida dell’Accordo Stato Regioni 2006.
    In particolare, il presente documento modifica le suddette linee guida per quanto concerne:
    – La possibilità di valutare lo stato di manutenzione e quello igienico dell’impianto mediante l’ispezione visiva che può essere svolta indipendentemente da quella tecnica;
    – La periodicità di esecuzione delle due tipologie di ispezione (visiva e tecnica) non predeterminata, ma programmabile sulla base degli esiti di quelle precedenti.
    Questo documento ribadisce la necessità dell’istituzione di un registro degli interventi effettuati sull’impianto (già previsto dalle Linee Guida dell’Accordo Stato Regioni 2006), fornendo anche una check list delle verifiche oggetto dell’ispezione visiva che unitamente ad un modello di
    rapporto dei risultati dell’ispezione tecnica dovranno essere allegati al suddetto registro”
    “ISPEZIONE VISIVA
    L’ispezione visiva permette di accertare lo stato dei vari componenti dell’impianto nell’ambito di interventi manutentivi programmati. Tale esame consiste nel valutare lo stato igienico di alcuni punti critici dell’impianto e la loro funzionalità.
    Responsabile della pianificazione degli interventi di manutenzione: datore di lavoro o suo incaricato (RSPP, etc.);
    – Esecutore: personale incaricato della manutenzione ordinaria dell’impianto. Riguardo gli eventuali obblighi formativi di tale personale il riferimento è dato dalle Leggi Regionali e dalle Linee guida Accordo Stato Regioni 2006;
    Periodicità: fatte salve le indicazioni del fabbricante presenti sul manuale di istruzione e d’uso o eventuali indicazioni di specifiche leggi, la frequenza delle ispezioni visive consigliata è annuale, o comunque stabilita in base ai risultati delle precedenti ispezioni e della valutazione dei rischi².”
    ²la variazione delle condizioni ambientali o di lavoro, l’usura o la presenza di fonti di inquinamento a carattere temporaneo (cantieri edili civili, lavori di manutenzione stradale, scavi ecc) ecc. potrebbero rendere necessari controlli più frequenti. Una periodicità semestrale è raccomandata per edifici con sistemi di umidificazione supplementare (umidificazione adiabatica) o situati in aree con clima a umidità elevata causa del potenziale aumento di crescita microbica.
    ISPEZIONE TECNICA
    L’ispezione tecnica prevede normalmente campionamenti e/o controlli tecnici sui componenti dell’impianto al fine di valutarne l’efficienza, lo stato di conservazione e le condizioni igieniche.
    Essa permette di diagnosticare le criticità manifestate dall’impianto, le misure da intraprendere e la tempistica con la quale intervenire.
    – Responsabile della pianificazione degli interventi di manutenzione: datore di lavoro o suo incaricato (RSPP, etc.);
    Esecutore: servizio tecnico o personale specializzato incaricato della manutenzione;
    – Periodicità: in considerazione delle diverse tipologie d’impianto e della varietà delle condizioni ambientali e climatiche, non è possibile predeterminare in via generale la periodicità di esecuzione dell’ispezione. Questa dovrà essere determinata di caso in caso, sulla base della valutazione dei rischi specifici presenti. L’ispezione tecnica può essere programmata sulla base della valutazione dei rischi specifici presenti. L’ispezione tecnica può essere programmata sulla base dell’esito dell’ispezione visiva e delle precedenti ispezioni tecniche. Tuttavia, nel caso dei controlli microbiologici (Allegato 4 a,b) su alcuni componenti dell’impianto può essere prevista o suggerita una periodicità.”
  • Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi approvato in Conferenza Stato-Regioni del 07 Maggio 2015 sancisce che:
    tutti i gestori di strutture sanitarie, di ricovero, recettive, termali, ad uso collettivo ed industriali devono garantire l’attuazione delle seguenti misure di controllo:
    – la temperatura dell’acqua fredda non dovrebbe essere > 20°C. Qualora l’acqua distribuita attraverso la rete idrica superi il suddetto valore si possono creare condizioni per la moltiplicazione di Legionella anche in tale rete. Qualora presente, tale criticità e il possibile rimedio devono essere considerati nella valutazione del rischio, applicando adeguate misure di disinfezione;
    – se praticabile, ispezionare periodicamente l’interno dei serbatoi d’acqua fredda: nel caso ci siano depositi o sporcizia, provvedere alla pulizia, e comunque disinfettarli almeno una volta l’anno con 50 mg/L di cloro residuo libero per un’ora. La stessa operazione deve essere effettuata a fronte di lavori che possono aver dato luogo a contaminazioni o a un possibile ingresso di acqua non potabile. Nel caso in cui la disinfezione per iperclorazione non potesse essere applicata, tale mancanza deve essere compensata dall’implementazione di un’attività alternativa, il cui effetto sia valutato almeno altrettanto valido (ad es. disinfezione su base continua da applicarsi sulla tubazione di reintegro al serbatoio);
    – svuotare e disinfettare (se necessario anche disincrostare) i bollitori/serbatoi di accumulo dell’acqua calda sanitaria (compresi i boiler elettrici) almeno due volte all’anno e ripristinarne il funzionamento dopo accurato lavaggio. Nel caso in cui tale sanificazione non potesse essere applicata, tale mancanza deve essere compensata dall’implementazione di un’attività alternativa, il cui effetto sia valutato almeno altrettanto valido;
    – disinfettare l’impianto dell’acqua calda sanitaria con cloro ad elevata concentrazione (cloro residuo libero pari a 50 mg/L per un’ora o 20 mg/L per due ore) o con altri metodi di comprovata efficacia, dopo interventi sugli scambiatori di calore. Nel caso in cui la disinfezione per iperclorazione non potesse essere applicata, tale mancanza deve essere compensata dall’implementazione di un’attività alternativa, il cui effetto sia valutato almeno altrettanto valido;
    – ispezionare mensilmente i serbatoi dell’acqua sanitaria. Accertarsi che tutte le coperture siano intatte e correttamente posizionate;
    – accertarsi che eventuali modifiche apportate all’impianto, oppure nuove installazioni, non creino rami morti o tubazioni con scarsità di flusso dell’acqua o flusso intermittente. Ogniqualvolta si proceda a operazioni di disinfezione, occorre accertarsi che siano oggetto del trattamento anche i rami stagnanti o a ridotto utilizzo, costituiti dalle tubazioni di spurgo o prelievo, le valvole di sovrappressione ed i bypass presenti sugli impianti;
    – ove si riscontri un incremento significativo della crescita microbica che possa costituire un incremento del rischio legionellosi, utilizzare appropriati trattamenti disinfettanti;
    – provvedere, se necessario, a applicare un efficace programma di trattamento dell’acqua, capace di prevenire sia la formazione di biofilm, che potrebbe fungere da luogo ideale per la proliferazione della Legionella, sia la corrosione e le incrostazioni che, indirettamente, possono favorire lo sviluppo microbico;
    – ove le caratteristiche dell’impianto lo permettano, l’acqua calda sanitaria deve avere una temperatura d’erogazione costantemente superiore ai 50°C. Per evitare il rischio di ustioni è necessario installare rubinetti dotati di valvola termostatica (TMV). Qualora le caratteristiche dell’impianto o il rischio ustioni non possa essere mitigato con rubinetti dotati di valvola termostatica e quindi la temperatura d’esercizio d’impianto ricada all’interno dell’intervallo di proliferazione della Legionella (< 50°C) compensare questo fattore di rischio con l’implementazione di un’attività avente efficacia analoga (es. disinfezione su base continua dell’impianto, incremento degli spurghi dei serbatoi e dei flussaggi delle erogazioni). Motivare tale implementazione nel documento di valutazione del rischio legionellosi;
    – le TMV sono degli elementi a rischio e a volte a valle di esse non è possibile mantenerne il controllo della contaminazione per mezzo del calore o l’aggiunta di biocidi nel sistema dell’acqua calda e fredda. Alcune TMV hanno un meccanismo che rende nella pozione terminale il flussaggio con acqua calda. Dove questo non è possibile dovrà essere limitata la contaminazione attraverso la pulizia, decalcificazione e disinfezione delle TMV e di ogni elemento associato ad esse (es. docce, rubinetti, ecc.);
    – nelle strutture recettive, prima che le camere siano rioccupate, è necessario fare scorrere l’acqua (sia calda che fredda sanitaria) da tutti gli erogatori ivi presenti, per almeno 5 minuti;
    – mantenere le docce, i diffusori delle docce e i rompigetto dei rubinetti puliti e privi di incrostazioni, sostituendoli all’occorrenza, preferendo quelli aperti (es. a stella o croce) rispetto a quelli a reticella e agli aeratori/riduttori di flusso);
    – in tutti gli edifici a funzionamento stagionale, prima della riapertura, procedere ad una pulizia completa dei serbatoi e della rubinetteria ed ad una disinfezione dell’intera rete idrica, facendo anche defluire a lungo l’acqua da tutte le erogazioni da essa servite;
    – nelle strutture abitative condominiali con impianto idro-sanitario centralizzato, l’amministratore di condominio è tenuto ad informare e sensibilizzare i singoli condomini sull’opportunità di adottare le misure di controllo sopraelencate;
    – l’acqua utilizzata nei circuiti di fontane decorative, piscine e vasche per idromassaggi, esposte a scopo dimostrativo, in occasione di fiere o esposizioni, deve essere disinfettata con mezzi fisici e/o chimici.

Riepilogo NORMATIVA DI RIFERIMENTO:

  • DL 81/2008 Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro del 10 aprile 2008 (pubblicato Sul Supplemento Ordinario n. 108 alla Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2008, n. 101, è stato pubblicato il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81)
  • Linee Guida emesse dalla Presidenza del Consiglio (Conferenza Permanente Stato-Regioni) Centro per la prevenzione e controllo delle malattie, Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria, Uff. II intitolato: “Schema di linee di indirizzo per la prevenzione nelle scuole dei fattori di rischio indoor per allergie e asma” del 18 novembre 2010
  • Linee Guida emesse dalla Presidenza del Consiglio (Conferenza Permanente Stato-Regioni) intitolato “Schema di Linee Guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione ” del 5 ottobre 2006.
  • Linee Guida emesse dalla Presidenza del Consiglio (Conferenza Permanente Stato-Regioni) “Procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria” del 7 febbraio 2013.
  • Standard NADCA ACR 2013 elaborato dal National American Duct Cleaners Association.
  • Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi G.U. 103, del 5 maggio 2000 (Ministero della Sanità – Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Tento e Bolzano)
  • Linee Guida Prevenzione e controllo della legionellosi in Lombardia del 28/02/2005 Decreto Direzione Generale Sanità N°2907
  • Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive e termali del 13 gennaio 2005 (Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Tento e Bolzano)
  • Linee Guida emesse dalla Presidenza del Consiglio (Conferenza Permanente Stato-Regioni) intitolato “Linee-guida per LA TUTELA E LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NEGLI AMBIENTI CONFINATI per la prevenzione e il controllo della legionellosi “ del 27 settembre 2001.

LEGGI REGIONALI:

  • Legge Regione Liguria n° 24 del 2 luglio 2002
  • Legge Regionale Lombardia 30 Dicembre 2009, n. 33 – Nuovo Testo Unico delle Leggi Regionali in materia di Sanità e Decreto attuativo Direzione Generale Sanità Lombardia – n°1751 del 24/02/2009
  • Legge Regionale Puglia –n. 45 del 23 dicembre 2008 “Norme in materia sanitaria”.
  • Legge Regionale Emilia Romagna – delibera di Giunta Regionale n.1115 del 21 luglio 2008 “Linee guida regionali per la sorveglianza ed il controllo della legionellosi”.
  • Legge Regionale Molise – n. 15 del 13 luglio 2011 “Norme per la prevenzione della diffusione delle malattie infettive”.

Inoltre allo stato attuale appaiono di rilevante interesse le seguenti Linee- Guida:

  • ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro) – “Linee Guida per la Definizione degli Standards di Sicurezza e di Igiene Ambientale delle Sale Operatorie”.
  • ASHRAE (American Society of Heating, Refrigeration and Air Conditioning) – STD 62.1-2004 and Addenda “Ventilation for Acceptable Indoor Air Quality”.
  • NADCA (National Air Duct Cleaners Association) – ACR 2005 “Assessment, Cleaning and Restoration of HVAC Systems”.
  • AICARR (Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria Riscaldamento e Refrigerazione) – “Linee Guida sulla Manutenzione degli impianti di climatizzazione” – Anno 2005.
  • AIISA (Associazione Italiana Igienisti Sistemi Aeraulici) – “Procedure per la pulizia e la sanificazione dei sistemi aeraulici – Anno 2005”.
  • UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione):
    – UNI 8199/91 “Misura in opera e valutazione del rumore prodotto negli ambienti dagli impianti di riscaldamento, condizionamento e ventilazione”
    – UNI 10399/95 e UNI 13779 “Impianti di ventilazione e condizionamento dell’aria negli edifici”
    – UNI 10381-1 del Maggio 1996 “Condotte aerauliche: classificazione, progettazione, dimensionamento e posa in opera”
    – UNI ENV 12097/99 “Ventilazione negli edifici – Rete delle condotte – Requisiti relativi ai componenti atti a facilitare la manutenzione delle reti delle condotte”
    – UNI EN ISO 14644-1:2001.IT “Camere bianche ed ambienti associati controllati: classificazione della pulizia dell’aria”
    – UNI 10144:2006 “Classificazione dei servizi di manutenzione”
    – UNI 10224:2007 “Manutenzione. Processo, sottoprocessi e attività principali. Principi fondamentali”
    – UNI 10366:2007 “Manutenzione. Criteri di progettazione della manutenzione”
    – UNI 12097:2007 “Rete delle condotte: requisiti relativi ai componenti atti a facilitare la manutenzione delle reti delle condotte”
    – UNI EN 15239:2008 “Ventilazione degli edifici – Prestazione energetica degli edifici. Linee guida per l’ispezione dei sistemi di ventilazione”
    – UNI EN 15240:2008 “Ventilazione degli edifici – Prestazione energetica degli edifici. Linee guida per l’ispezione degli impianti di climatizzazione”
    – UNI EN 15251/2008 “Criteri per la progettazione dell’ambiente interno e per la valutazione della prestazione energetica degli edifici, in relazione alla qualità dell’aria interna, all’ambiente termico, all’illuminazione e all’acustica”
    – UNI EN 15780:2011 “Ventilazione degli edifici – Condotti – Pulizia dei sistemi di ventilazione”
    – UNI 11414:2011 “Manutenzione. Linee guida per la qualificazione del sistema di manutenzione”
    – UNI 11420:2011 “Manutenzione. Qualifica del personale di manutenzione”.